Viaggiare senza glutine con Piaceri Mediterranei


Viaggiare_Senza_Glutine Viaggiare Senza Glutine Con Piaceri Mediterranei

Articolo senza glutine a cura della blogger Sonia Mancuso,

la nostra Cassata Celiaca

 

Nei miei quasi 13 anni di celiachia l’intolleranza non è mai stata un ostacolo per le vacanze.

Nell’era dei social e del web raccogliere informazioni per organizzare un tour alla scoperta dei meravigliosi luoghi che l’Italia ci offre è qualcosa alla portata di tutti. Basta un poco di esperienza.

Ma partiamo dall’inizio. Io comincio stabilendo il percorso che vorrei seguire, le città che vorrei visitare e i posti in cui vorrei dormire. Una volta deciso questo, mi avvalgo di strumenti come Tripadvisor e i motori di ricerca per capire, in una data città o località, dove posso trovare locali che somministrano cibo senza glutine, che siano o meno nel circuito AIC. Individuati i locali, consulto Tripadvisor per leggere le recensioni degli utenti; infine telefono ai vari locali per avere un’idea del tipo di menù proposto, se abbiano o meno necessità di prenotazione. Consulto anche app per smartphone, per evitare che mi possa sfuggire qualche pizzeria o panificio senza glutine che potrebbe dare una grossa mano. Infine, se non riesco a trovare altri suggerimenti, mi rivolgo al vasto mondo dei gruppi Facebook che si occupano di celiachia per avere consigli sulla gastronomia locale e i posti da non perdere.

 

Castelli_Grotte

Il Castello di Caccamo, le grotte di Castellana e il panorama da Castelbuono

 

Fin qui tutto bene, ma se per caso avessi scelto località meno glutenfriendly, paesi piccoli o montagnosi in cui magari la bassa densità di popolazione celiaca non ha favorito l’apertura verso questo tipo di ristorazione? In questo caso parte il piano B, laddove possibile. Alloggio in un bungalow dotato di cucinino, oppure un B&B con uso cucina, oppure ancora affitto un appartamento vacanze e provvedo io a ogni mia necessità.

Altre piccole accortezze a cui penso sono portare sempre qualche snack, del pane confezionato, qualche grissino o fetta biscottata e qualche biscotto per la prima colazione.  Non parto mai senza qualche provvista, così come non parto mai senza qualche farmaco di prima necessità…. Per i celiaci le due cose hanno la stessa priorità.

Non concepisco una vacanza che ruoti attorno al cibo né il fatto che la mancanza di cibo gluten free possa condizionare la scelta del mio percorso.

Ed ecco che in Sila, in un piccolissimo ma delizioso paesino (Lorica), ho trovato un ristorantino in cui non avevano cibo specificamente gluten free, ma nel quale il cuoco e il personale erano informati del problema e hanno pensato a piatti naturalmente privi di glutine (come il grandioso caciocavallo silano con funghi porcini appena raccolti); allo stesso modo sulla costa, a Capo Vaticano, ho trovato una trattoria/pizzeria in cui ho mangiato le cozze fresche più buone mai assaggiate, m’è bastato portarmi il famoso panino imbustato per godere anche della scarpetta. In Puglia anni fa, in una località balneare, ho risolto la totale mancanza di offerta nel piccolo camping (aperto da pochissimo) in cui ho alloggiato affittando un bungalow; io ho messo la pasta portata da casa e i pescatori locali il pesce freschissimo.

 

Trulli

I Trulli di Alberobello, Capo Vaticano in Calabria e il Lago Arvo Lorica in Sila

 

In Sicilia è possibile trovare moltissimi locali gluten free, che siano ristoranti, pizzerie, panifici e gelaterie. Persino sulle Madonie, attraversando i suggestivi e innumerevoli paesi che stanno attorno al parco, ho gustato i prodotti locali (a base di carne, come gli insaccati, ma anche i formaggi locali) con menù o pizze senza glutine. A Caccamo ad esempio, con lo sfondo del Monte San Calogero, con la vista sul meraviglioso golfo di Termini Imerese, sotto il castello normanno del XII più imponente d’Italia, ho assaggiato un menù totalmente gluten free e una pizza fantastica.

Se invece il mio viaggio si svolgerà all’estero, oltre ad informarmi come già esposto, porto con me un bigliettino in cui si spiega brevemente la mia intolleranza, nella lingua del paese prescelto, da sottoporre all’attenzione dei ristoratori. E’ possibile scaricare e stampare il bigliettino in questione da Internet. Ad ogni modo praticamente in ogni paese estero è possibile consultare l’organizzazione che si occupa di celiachia (come la nostra AIC) dove trovare informazioni sui locali suggeriti.

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