Metti un invito a cena: il bon ton del celiaco


Invito a cena celiaco

Rubrica senza glutine a cura della blogger Sonia Mancuso,

la nostra Cassata Celiaca

 

Gli inviti a cena: causa di stress per il celiaco che viene invitato e per l’ospite che deve preparare e spesso non sa che pesci pigliare… Vediamo brevemente i due punti di vista e capiamo meglio come porsi in maniera carina ed educata.

 

Il celiaco

Se chi ci invita è un parente o un amico che conosce già la nostra malattia, la situazione è facilmente gestibile. Possiamo chiamare prima, ammesso che non lo faccia prima chi ci ha invitato, e informarci su quale sarà il menù della serata. Se il menù prevede delle pietanze già prive di glutine siamo a posto; informiamo il nostro ospite che ci porteremo in nostro pane gluten free, casomai ce ne fosse necessità e l’ospite non avesse modo di reperirlo e assicuriamoci carinamente che gli ingredienti usati siano oltre che senza glutine, esenti da contaminazioni (ad esempio in caso di antipasti con salumi vari, chiediamo se i salumi sono gluten free oppure suggeriamo noi stessi le marche dei salumi senza glutine).

Se il menù prevede pietanze con glutine abbiamo tre scelte, sempre a seconda del gradi di confidenza.

  1. Possiamo suggerire di preparare per tutti un menù gluten free, se fattibile con i mezzi e le competenze di chi sta ai fornelli.
  2. In caso di difficoltà nella preparazione di un menù uguale per tutti, possiamo suggerire che il nostro sia preparato senza glutine magari recapitando i prodotti gluten free che abbiamo in dispensa per agevolare chi prepara e deve fare la spesa, suggerendo magari anche il miglior modo di cucinarli.
  3. Infine proporsi per dare una mano in cucina in modo da fare un menù uguale per tutti e insegnare al’ospite come gestire e organizzare una cucina gluten free nel modo più proficuo e sicuro possibile.

Se, al contrario, non fosse possibile nessuna delle tre opzioni, è sempre meglio avvisare l’ospite che si è celiaci, informarlo di cosa sia la celiachia (mai dare per scontato che tutti sappiano) e per sicurezza portare con sé delle gallette di riso, del pane fresco o confezionato da poter usare con quelle pietanze che sappiamo essere sicure (ci sarà pure un antipasto o un secondo edibile per un celiaco, anche se si trattasse solo di insalata o carne o di prosciutto crudo!). E’ di sicuro la più antipatica della alternative ma succede molto di frequente.

 

L’ospite

L’ospite che decide di invitare gente a cena dovrebbe solitamente essere così cortese da informarsi su intolleranze, allergie, gusti personali. Se si cucina per gli altri bisogna essere certi di fare cosa gradita a tutti, scongiurando il rischio che chi si siede a tavola poi si alzi a stomaco vuoto.

E’ buona norma quindi informarsi sull’intolleranza, se non la si conosce è lecito chiedere in cosa consista e come può essere gestita. In caso di irreperibilità dei prodotti necessari non c’è nulla di male nel chiedere al celiaco di recapitare in anticipo la farina, il pangrattato, il pane, la pasta che serviranno per la cena.

Anche in questo caso, a seconda del grado di confidenza, sarebbe preferibile, in caso di ignoranza in materia, avvalersi della consulenza e – perché no? – dell’aiuto del celiaco nella preparazione.

L’ospite potrebbe anche valutare un menù uguale per tutti e senza glutine. La cucina mediterranea ma anche quella etnica prevedono decine di piatti naturalmente privi di glutine, verrebbe scongiurato il rischio di contaminazione in cucina e il celiaco si sentirebbe trattato con equità e la serata non potrebbe che essere all’insegna della buona cucina, della convivialità,del rispetto e del bon ton.

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